Profilo

Sono Greta Manoni, psicologa.

Essere psicologa, per me, significa prima di tutto incontrare le persone.

Nel mio lavoro le accompagno nei momenti in cui qualcosa nella loro vita
chiede di essere compreso, trasformato o semplicemente ascoltato.

Qui sotto racconto qualcosa del mio percorso e del modo in cui lavoro.



Titolo scritto a mano 'Su di me' in stile calligrafico.
Freccia decorativa disegnata a mano.

Formazione:
Mi sono iscritta nel 2015 al corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia con indirizzo in Neuroscienze Cognitive. Nel 2023 ho completato una specializzazione post-laurea in valutazione psicodiagnostica e tecniche di sostegno e colloquio clinico nei contesti sanitari.

Esperienza:
Dopo aver lavorato presso il Centro di Neuroriabilitazione dell’Ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona (CO) e come consulente scientifica all’Ospedale S. Giovanni di Bellinzona in Ticino, oggi mi dedico alla pratica privata, accompagnando chi lo desidera in percorsi di comprensione di sé, senso e creatività.

Campo di interesse:
Il mio principale interesse è intrecciare la ricerca artistica alla pratica clinica. Per me l’arte è uno spazio di esplorazione interiore, spesso trascurato nei percorsi di cura tradizionali
: una forma di creatività, capace di aiutare a ritrovare senso nelle proprie esperienze e a riscoprire ciò che davvero contribuisce al benessere.

Freccia decorativa disegnata a mano.

La mia storia professionale


La mia formazione è nata all’interno di un ospedale, in un gruppo di ricerca e clinica dove ho imparato la precisione del metodo. Ho attraversato il mondo della neuropsicologia e per anni ho pensato che capire la mente significasse analizzarla, misurarla, correggerla.

Lavorando accanto alle persone, ho iniziato a vedere che ogni storia ha una forma propria.
E che il cambiamento non arriva quando tutto è chiaro, ma quando qualcosa finalmente respira.

Ci sono menti che non si lasciano rinchiudere in una diagnosi.
Non perché siano eccezionali, ma perché portano dentro
più linguaggi, più memorie, più ritmi del mondo.

E più imparavo a misurare la mente, più mi rendevo conto che qualcosa restava fuori:
il respiro delle persone, la loro storia, lo spazio per i gesti che non rientrano in un referto — ma raccontano più di qualsiasi numero.


Poi ho conosciuto il mondo bariatrico. Ho attraversato la connessione complessa tra corpo, psiche, desiderio e identità.

Ho capito che l’idea di “riparare” un corpo con un bisturi senza affrontare la storia che quel corpo porta dentro — non mi appartiene.

Chi vive in un corpo con cui è in lotta – per peso, immagine, dolore o fame –
non ha bisogno solo di tecniche o di interventi medici:
ha bisogno di una cultura del nutrirsi e dell’abitare il corpo.


E mentre vivevo tutto questo... Ho attraversato la mia stessa storia, profondamente.

Ho scritto libri che troveranno il loro tempo, ideato percorsi, cucito pezzi di me e di molti altri.

Col tempo ho capito che la scienza da sola non basta, e che il mio lavoro non poteva limitarsi a “correggere” o “riparare”.

Anni di ricerca personale e professionale mi hanno portato a costruire un modo di intendere la psicologia che tiene insieme rigore clinico e sensibilità artistica, scienza e creatività — per restituire alla psicologia il potere di far vivere, non solo curare.

Perché la salute non è solo assenza di dolore: è presenza di senso.


Oggi vedo la mente come un arcipelago: non una funzione, ma un paesaggio.
Una materia viva, capace di ricrearsi. Una forma d'arte in continuo movimento.

Ogni isola ha una forma diversa — e tra queste isole c’è il mare dell’esperienza.

Perché la mente non è solo da osservare: è una storia da ascoltare.

E ogni percorso che accompagno, è una delle mie isole.




Freccia decorativa disegnata a mano.

Il mio modo di lavorare



Il mio lavoro nasce tra l’ascolto, l’interesse per il funzionamento del sistema nervoso e l’attenzione ai processi creativi. Parte da un’idea semplice: ciascuno ha una storia unica, e ogni percorso nasce dall’incontro tra questa storia e lo spazio che possiamo creare insieme.

Questo significa dare spazio non solo alla comprensione delle difficoltà, ma anche alle possibilità che ogni persona porta con sé.

Il mio approccio ha una dimensione artistica.

Non produrremo opere materiali, ma lavoreremo con una forma di creatività interiore: uno spazio di espressione accessibile a chiunque.

In questa prospettiva nasce il mio progetto di ricerca artistica e ambientale, Micro-spazi di pausa: un’indagine sui luoghi — interiori ed esteriori — in cui possiamo fermarci, osservare e ritrovare una relazione più consapevole con l’esperienza quotidiana.



Firma grafica con la scritta 'Dott.ssa Greta'.





Le tue cure sono per me la medicina più preziosa in questo momento.

Grazie per la pazienza, la comprensione e la passione che riversi nel tuo lavoro.
Si sente.

Io posso accendere un lampione. La strada la scegli tu.

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