Il mio percorso, la mia visione
Chi sono |



Sono psicologa. Dopo aver lavorato al centro di neuroriabilitazione dell’Ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona e come consulente scientifica all’Ospedale S. Giovanni di Bellinzona in Ticino, oggi mi dedico alla pratica privata, accompagnando chi lo desidera in percorsi di senso e creatività.
Formazione:
Mi sono iscritta nel 2015 al corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia con indirizzo Neuroscienze Cognitive. Ho una specializzazione post-laurea in valutazione psicodiagnostica e tecniche di sostegno e colloquio clinico nei contesti sanitari.
Esperienza professionale:
Seguo chi vive momenti di cambiamento legati al lavoro, alle relazioni, alla salute o semplicemente vuole coltivare la relazione con sé stesso\a. Mi occupo di valutazioni neuropsicologiche e di idoneità psicologica per la chirurgia bariatrica. Collaboro con medici e professionisti della salute per garantire un approccio integrato al benessere.
In ambito ospedaliero ho maturato esperienza nel supporto a persone con malattie neurodegenerative, come il Parkinson, e ai loro familiari, occupandomi dell’adattamento alla malattia e alla cronicità.
Accanto all’attività clinica, svolgo attività di ricerca con l’obiettivo di migliorare gli esiti per i pazienti.
Campi di interesse:
Il mio principale interesse è intrecciare l’arte alla pratica clinica — intesa non come produzione di opere, ma come spazio di creatività interiore, spesso trascurato nei percorsi di cura tradizionali. Applico questo approccio convinta che la creatività aiuti a riscoprire ciò che davvero fa stare bene e a ritrovare senso nelle proprie esperienze.

La mia storia professionale
L’ospedale e la neuropsicologia
I primi passi
La mia formazione è nata all’interno di un ospedale, in un gruppo di ricerca e clinica dove ho imparato la precisione del metodo. Ho attraversato il mondo della neuropsicologia e per anni ho pensato che capire la mente significasse analizzarla, misurarla, correggerla.
Lavorando accanto alle persone, ho iniziato a vedere che ogni storia ha una forma propria.
E che il cambiamento non arriva quando tutto è chiaro, ma quando qualcosa finalmente respira.
Ci sono menti che non si lasciano rinchiudere in una diagnosi.
Non perché siano eccezionali, ma perché portano dentro
più linguaggi, più memorie, più ritmi del mondo.
E più imparavo a misurare la mente, più mi rendevo conto che qualcosa restava fuori:
il respiro delle persone, la loro storia, lo spazio per i gesti che non rientrano in un referto — ma raccontano più di qualsiasi numero.
Il corpo e il peso
I passi dopo
Poi ho conosciuto il mondo bariatrico. Ho attraversato la connessione complessa tra corpo, psiche, desiderio e identità.
Ho capito che l’idea di “riparare” un corpo con un bisturi senza affrontare la storia che quel corpo porta dentro — non mi appartiene.
Chi vive in un corpo con cui è in lotta – per peso, immagine, dolore o fame –
non ha bisogno solo di tecniche o di interventi medici:
ha bisogno di una cultura del nutrirsi e dell’abitare il corpo.
Scienza e creatività
L'attraversamento
E mentre vivevo tutto questo... Ho attraversato la mia stessa storia, profondamente.
Ho scritto libri che troveranno il loro tempo, ideato percorsi, cucito pezzi di me e di molti altri.
Col tempo ho capito che la scienza da sola non basta, e che il mio lavoro non poteva limitarsi a “correggere” o “riparare”.
Anni di ricerca personale e professionale mi hanno portato a costruire un modo di intendere la psicologia che tiene insieme rigore clinico e sensibilità artistica, scienza e creatività — per restituire alla psicologia il potere di far vivere, non solo curare.
Perché la salute non è solo assenza di dolore: è presenza di senso.

Dove sono arrivata oggi
Oggi il mio lavoro si muove altrove — tra la clinica, la creatività e la vita di ogni giorno.
Non separo più la mente dal corpo, né la psicologia dalla vita vera.
Accanto al lavoro clinico, traccio Orbite: un viaggio tra costellazioni diverse,
dove la psicologia incontra l’arte, il tempo e la parola.
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Non credo più che esista una sola via per conoscersi.
Ci sono strade che passano per la mente, altre che attraversano il corpo, altre ancora che nascono dal gesto creativo.
Tutte parlano la stessa lingua: quella della vita — che vuole fiorire.
Mi occupo di persone che vogliono conoscersi davvero, che vogliono dare un nome alle proprie trasformazioni o ritrovare un modo più autentico di vivere. Le aiuto a riconoscere la propria forma, non a rientrare in una forma prestabilita — per diventare artigiane della propria vita.
Lavoro attraverso percorsi che mettono in dialogo la psicologia clinica, la neuropsicologia, la creatività e l’esperienza quotidiana.
Ogni percorso è diverso: in Servizi trovi le strade che propongo.
La mia visione
Geografie interiori
Una materia viva, capace di ricrearsi. Una forma d'arte in continuo movimento.
Ogni isola ha una forma diversa — e tra queste isole c’è il mare dell’esperienza.
Perché la mente non è solo da osservare: è una storia da ascoltare.
E ogni percorso che accompagno, è una delle mie isole.

